PREZZO MEDIO DIESEL AUMENTA SULLA RETE. GOVERNO NON MANTIENE LE PROMESSE SU ACCISE MOBILI
Come previsto dal Codacons, lo stop al taglio delle accise sul gasolio ha portato ai primi rialzi per il gasolio sulla rete stradale, interrompendo l’ondata di ribassi registrata negli ultimi giorni dopo gli sconti avviati da Eni, Ip, Q8 e Tamoil. Lo denuncia il Codacons, che ricorda come ieri sia scaduto lo sconto fiscale da 6,1 centesimi di euro sul diesel. Il prezzo medio del gasolio segna una inversione di tendenza salendo oggi sulla rete ordinaria a 2,244 euro al litro dai 2,242 euro di ieri, mentre sulle autostrade il prezzo medio è di 2,267 euro al litro (2,266 euro/litro ieri), ritocchi al rialzo che si registrano nonostante sconti e price cap avviati dai marchi petroliferi e che rappresentano un segnale negativo per gli automobilisti. E sul fronte delle accise il governo sembra non mantenere le promesse – attacca il Codacons – L’esecutivo aveva infatti annunciato l’applicazione del meccanismo delle accise mobile a partire dal 6 ottobre, ma ancora non si vede l’atteso decreto interministeriale Mase-Mef, con la conseguenza che per la prima volta dallo scorso marzo gli italiani non godono di alcuno sconto sulla tassazione dei carburanti, e possono fare affidamento solo sulle iniziative autonome delle compagnie petrolifere.
MOTIVAZIONE E’ DI GRANDE CONFORTO PER CITTADINI DI TARANTO
Bene per il Codacons la decisione della Corte d’Appello di Milano che ha respinto anche i nuovi ricorsi dell’Ilva e di Acciaierie d’Italia circa la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico. “Sono diverse le ragioni per le quali i ricorsi sono stati respinti, ma certamente rende giustizia ai cittadini di Taranto soprattutto l’affermazione sulla prevalenza del diritto alla salute rispetto a quello all’iniziativa economica, peraltro stabilita dalla nostra Costituzione all’art. 41, secondo cui l’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” – spiega l’avv. Giuliano Leuzzi, legale che per il Codacons ha partecipato al nuovo procedimento dinanzi la Corte d’appello di Milano. Ora il prossimo e decisivo passaggio sarà quello presso le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, dove il 20 ottobre si terrà l’udienza di discussione relativamente ai ricorsi presentati da Ilva e Acciaierie d’Italia avverso il decreto emesso a luglio dalla Corte d’Appello di Milano. Il Codacons rimarrà al fianco dei cittadini anche nel processo di Cassazione, allo scopo di sostenere il diritto alla salute dei residenti.
RISPARMI DA 9,4 EURO A PIENO. MA AMPI MARGINI PER ULTERIORE RIDUZIONE DEI LISTINI
In 6 giorni, sulla scia degli sconti avviati da Eni, Ip, Q8 e Tamoil, il prezzo medio del gasolio è sceso oggi sulla rete ordinaria di 13 centesimi di euro, che salgono a 18,9 centesimi in autostrada. Per la benzina il calo è di 10,7 centesimi sulle strade e di 18,8 centesimi in autostrada. Il risparmio per gli automobilisti sale così a 6,5 euro su un pieno di gasolio sulla rete ordinaria, 5,35 euro su pieno di benzina, mentre in autostrada la minore spesa sul pieno si attesta a circa 9,4 euro sia per il diesel che per la verde. Lo calcola il Codacons, dopo i nuovi dati diffusi oggi dal Mimit. Tuttavia – fa notare l’associazione – non tutti gli impianti presenti sul territorio e legati ai marchi che hanno lanciato iniziative per calmierare i listini hanno aderito agli sconti, e ci sono ancora ampi margini per ulteriori riduzioni dei prezzi di benzina e gasolio sulla rete. Intanto – ricorda il Codacons – il prossimo 5 ottobre scadrà il taglio delle accise da 6,1 centesimi di euro sul gasolio, e dal giorno dopo entrerà in vigore il meccanismo delle accise mobili così come annunciato dal governo.
CODACONS CALCOLA L’IMPATTO DEI RINCARI SULLE TASCHE DEGLI ITALIANI. E A SETTEMBRE AUMENTI RECORD PER PRODOTTI TECNOLOGICI, MA CROLLANO BURRO E TARIFFE AEREE
La guerra in Medio Oriente sta determinando fortissimi aumenti di prezzi e tariffe in tutti i settori, ma i rincari non colpiscono allo stesso modo tutti i cittadini e il loro impatto cambia di molto a seconda del lavoro svolto e della composizione del nucleo familiare. Lo afferma il Codacons, che ha realizzato un apposito studio con cui analizza l’andamento dei prezzi al dettaglio nel 2026 e le ripercussioni per le tasche delle varie tipologie di consumatori. Sulla base dell’inflazione acquisita dall’Istat per l’intero 2026 e considerata la totalità della spesa annua per consumi delle varie tipologie di famiglie, l’impatto dei rincari scattati dall’inizio del conflitto porterà un pensionato che vive da solo a spendere in totale 667 euro in più rispetto allo scorso anno a parità di consumi (e nell’ipotesi in cui i prezzi si mantengano ai livelli attuali) – spiega il Codacons – Per un single sotto i 35 anni l’aggravio di spesa sarà di 704 euro, mentre una coppia senza figli dovrà mettere in conto 1.167 euro in più a fine anno. Per una famiglia monogenitoriale la spesa annua risulterà più elevata di 976 euro, che salgono a +1.281 euro per una coppia con un figlio e raggiungono i 1.415 euro se i figli a carico sono due. Ma i rincari di prezzi e tariffe hanno un peso diverso anche a seconda della fonte principale di reddito di una famiglia – rivela il Codacons – In base alla classificazione della condizione professionale del capofamiglia così come definita dall’Istat, un disoccupato si ritroverebbe a spendere a fine 2026 +701 euro, che diventano +936 euro se lo stipendio principale in casa è quello di un operaio, +1.259 euro per un quadro o un dirigente, +1.616 euro per un imprenditore o libero professionista. Questo perché a redditi diversi corrispondono diverse capacità d’acquisto e una differente spesa annua per consumi – spiega il Codacons. Intanto a settembre l’andamento dei prezzi monitorato dall’Istat riserva più di una sorpresa: tra i beni che subiscono i rincari maggiori vi sono i prodotti tecnologici, mentre crollano i listini del burro e le tariffe aeree. Nello specifico lo studio realizzato dal Codacons attesta quasi un raddoppio per i prezzi di supporti di registrazione (Cd, Dvd, chiavette usb, ecc,) che salgono del 92,1% su anno, mentre gli accessori per l’informazione e la comunicazione (caricabatterie, cover, power bank, cavi, ecc.) rincarano del 39,6%, +18,6% computer e tablet. Aumenti causati dalla situazione nello stretto di Hormuz che ha portato ad una generalizzata carenza di componenti tecnologici con effetto diretto sui prezzi del comparto. I combustibili liquidi registrano invece un incremento del +38,5%, seguito da carburante diesel (+34,9%), benzina (+21,8%), gas distribuito tramite rete (20,7%) ed elettricità (+19,3%). Tra gli alimentari si segnalano rincari pesanti per le bacche fresche (fragole, ribes, lamponi, mirtilli, ecc.) con un +17,3%, seguite dagli ortaggi a frutto (pomodori, peperoni, melanzane, zucchine) che segnano +15,2% e dai legumi verdi (piselli, fave, ecc.) con un 14,7%. Di contro si registra un crollo per i prezzi del burro, che su base annua scendono del -14,3%, per gli agrumi freschi (-6,7%) e per le tariffe aeree: i biglietti dei voli nazionali calano del -12,6%, quelli per i coli internazionali del -4,4% – conclude il Codacons.
Rincari per tipologia di famiglia: pensionato: +667 euro single (18-34 anni): +704 euro monogenitore: +976 euro coppia senza figli (35-64 anni): +1.167 euro coppia con 1 figlio: +1.281 euro coppia con 2 figli: +1.415 euro
Rincari per condizione professionale del capofamiglia: disoccupato: +701 euro operaio: +936 dirigente o quadro: +1.259 Imprenditore e libero professionista: +1.616
Positiva per il Codacons la decisione di Tamoil di seguire l’esempio di Eni, Ip e Q8 e scontare i prezzi dei carburanti. Grazie a questa decisione il numero di impianti che applicherà prezzi calmierati di benzina e gasolio sale a circa 11.500 su un totale di oltre 21mila distributori ubicati lungo la Penisola – spiega il Codacons – In base ai dati forniti dall’Osservaprezzi carburanti del Mimit, alla data odierna gli impianti Tamoil che vendono benzina e gasolio sono oltre 1.450, che vanno ad aggiungersi ai circa 3.900 del marchio Agip-Eni, ai 3.500 del marchio Ip-Api, e ai 2.700 di Q8. Tamoil accoglie la richiesta lanciata nei giorni scorsi dal Codacons, che aveva rivolto un appello alle compagnie petrolifere affinché seguissero l’esempio di Eni – spiega l’associazione – La cosa importante ora è garantire trasparenza agli automobilisti e far capire in modo esatto di quanto scenderanno i listini alla pompa per effetto delle nuove iniziative. Una mossa che dimostra come la concorrenza faccia bene al mercato e soprattutto alle tasche dei consumatori, che stanno beneficiando della guerra commerciale tra marchi petroliferi – conclude il Codacons.
RISPARMIO DA 6,6 EURO A PIENO, SU RETE ORDINARIA PER GASOLIO -4,6 EURO A PIENO. DA 6 OTTOBRE SCATTANO ACCISE MOBILI
Sull’onda degli sconti avviati da Eni, Ip e Q8 proseguono i ribassi dei prezzi dei carburanti, con i prezzi che tuttavia in autostrada scendono a ritmi più sostenuti rispetto la rete ordinaria. Lo afferma il Codacons, dopo i nuovi dati diffusi oggi dal Mimit. In base allo studio realizzato dall’associazione, in soli 4 giorni il prezzo medio del gasolio sulla rete autostradale è diminuito di 13,1 centesimi al litro, -13,2 centesimi la benzina, mentre sulla rete ordinaria il diesel, nello stesso periodo, è sceso di 9,2 centesimi, la benzina di 7,5 centesimi. Per le tasche degli automobilisti il risparmio sul pieno è di circa 6,6 euro in autostrada sia per la benzina che per il gasolio, mentre sulla rete ordinaria la minore spesa si attesta a -4,6 euro su un pieno di diesel, -3,75 euro su un pieno di verde – calcola il Codacons. Si tratta di ribassi importanti che tuttavia non bastano – afferma l’associazione – Il prossimo 5 ottobre inoltre scadrà il taglio delle accise da 6,1 centesimi di euro sul gasolio, e dal giorno dopo entrerà il vigore il meccanismo delle accise mobili – ricorda il Codacons.
Il 18 dicembre 2024 il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale (DPGSCU) ha emanato il bando per la selezione di operatori volontari da impiegare in programmi di intervento di Servizio Civile Universale contenente nuove opportunità per i giovani di impegnarsi in attività di volontariato dall’alto valore formativo. In questa sezione è possibile trovare tutte le informazioni sui progetti e sulle modalità di partecipazione. Con decreto del 17 febbraio il DPGSCU ha prorogato a giovedì 27 febbraio 2025 alle ore 14 il termine per la presentazione delle domande di partecipazione al bando.
C’è tempo per candidarsi fino al 27/02/2025 ore 14:00.
COSA OFFRE
I progetti hanno una durata di 12 mesi dove i giovani volontari saranno coinvolti in azioni volte a migliorare il proprio territorio, promuovere la cultura e supportare i cittadini.
Un’esperienza dal grande valore solidaristico che permetterà di acquisire ai giovani volontari competenze spendibili nel mondo del lavoro.
Ciascun operatore volontario selezionato sarà chiamato a sottoscrivere con il Dipartimento un contratto che fissa, tra l’altro, l’importo dell’assegno mensile per lo svolgimento del servizio in €507,30 suscettibile di essere incrementato sulla base della variazione, accertata dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
Altresì il 15% di riserva posti in concorsi pubblici e ATTESTATO FINALE.
Tutti i giovani tra i 18 e i 28 anni (28 anni e 364 giorni alla data di presentazione della domanda), in possesso dei requisiti previsti dal Bando, potranno inoltrare la propria candidatura solo online attraverso il sito domandaonline.serviziocivile.it del DPGSCU entro e non oltre il giovedì 27 febbraio 2025 alle ore 14;
Per accedere al sito è necessario essere in possesso della SPID, il Sistema pubblico di identità digitale, oppure delle credenziali fornite dal DPGSCU per casi specifici. Se non sei ancora in possesso della SPID consulta la “Guida” con tutte le informazioni sul rilascio gratuito.
Le domande trasmesse con modalità diverse da quelle sopra indicate non saranno prese in considerazione (art. 5 del bando).
In caso di errata compilazione, è consentito annullare la propria domanda e presentarne una nuova fino alle ore 14:00 del giorno precedente a quello di scadenza del presente bando.
CHI PUÒ PARTECIPARE
Il candidato deve essere in possesso, alla data di presentazione della domanda, dei seguenti n. 3 requisiti:
1 – Cittadinanza italiana, europea, o extra Unione Europea con regolare permesso di soggiorno.
2 – Aver compiuto 18 anni e non superato i 28 anni di età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda.
3 – Non aver riportato condanne secondo quanto previsto dall‘art. 2 del bando
N.B. Le informazioni contenute in questa pagina rappresentano una sintesi. Si raccomanda di prendere visione del testo integrale del bando
I PROGETTI A CUI È POSSIBILE CANDIDARSI
Di seguito le schede contenenti tutte le informazioni relative ai progetti a cui potersi candidare:
Per ogni ulteriore informazione, chiarimento o supporto le nostre sedi sono aperte dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 13.00, in alternativa è possibile contattare i nostri uffici dal lunedì al giovedì dalle ore 10.00 alle 17.00 ed il Venerdì dalle 10.00 alle 13.00 al seguente numero 06/3728667.
Qui di seguito tutto ciò che occorre fare prima del colloquio:
1) Cerca il calendario di convocazione
2) Leggi attentamente le informazioni nel calendario
3) Preparati al colloquio
N.B. Si ricorda che la pubblicazione di luogo e data dei colloqui ha valenza di notifica, a tutti gli effetti di legge, nei confronti dei candidati (art. 6 del bando); l’assenza al colloquio comporta l’esclusione dalle procedure selettive (art. 6 del bando).
1) Cerca il calendario di convocazione
Il candidato potrà consultare il calendario attraverso il numero identificativo della propria domanda di partecipazione, denominato “Riferimento domanda” che si trova nella prima pagina della domanda di partecipazione (vedi immagine).
2) Leggi attentamente le informazioni nel calendario
Il calendario di convocazione contiene tutte le informazioni necessarie per il candidato sul colloquio:
Data, luogo e ora della convocazione
La modalità del colloquio (online o in presenza)
Le modalità ed i tempi per richiedere di partecipare alla sessione di recupero in caso di impossibilità a presentarsi nel giorno fissato per la convocazione
La richiesta di presentarsi al colloquio muniti di un valido documento di riconoscimento
I candidati sono tenuti a presentarsi al colloquio muniti di un valido documento di riconoscimento. L’assenza senza un giustificato motivo determina l’esclusione dalla selezione per non aver completato la relativa procedura.
3) Preparati al colloquio
All’interno della scheda di sintesi del progetto per il quale il candidato ha presentato la domanda sono indicati gli argomenti che verranno trattati in sede di colloquio:
Il Servizio Civile Universale
Il progetto prescelto
Le pregresse esperienze, lavorative e di volontariato
La motivazione
La disponibilità del candidato nei confronti delle condizioni richieste per l’espletamento del servizio
La graduatoria verrà determinata dalla somma dei punteggi risultanti dal colloquio motivazionale e dalla valutazione delle esperienze e dei titoli dichiarati nella domanda di partecipazione.
CERCA IL TUO CALENDARIO
CALENDARIO SESSIONI DI RECUPERO
In questa sezione è possibile consultare i calendari dei colloqui delle sessioni di recupero.
N.B. Le graduatorie e la data di avvio indicata sono da considerarsi provvisorie fino alla conferma del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale (art. 6 del bando).
Se la graduatoria non è ancora presente, resta in attesa della pubblicazione che vi sarà a breve.
La pubblicazione delle graduatorie avviene in attuazione del principio della minimizzazione dei dati trattati. Il candidato potrà quindi consultare l’esito della valutazione attraverso il numero identificativo della domanda di partecipazione.
Nella graduatoria vengono inseriti:
– Idonei selezionati nell’ambito dei posti disponibili
– Idonei non selezionati per mancanza di posti
– Non idonei allo svolgimento del progetto scelto per non aver raggiunto il punteggio minimo al colloquio
In caso di rinuncia, prima della data presunta di avvio, gli idonei selezionati possono inviare una email alla sede di riferimento al più presto al fine di consentire la sostituzione e l’aggiornamento delle graduatorie.
Landgericht Konstanz, Urteil vom 16.09.2026 – Az. E 2 O 373/25
Das Landgericht Konstanz hat sich mit der Frage beschäftigt, ob eine Verbraucherin zur Zahlung aus einem online angebahnten Coaching-Vertrag verpflichtet war. Im Mittelpunkt standen dabei insbesondere das Zustandekommen des Vertrags und die Anforderungen an den Bestellbutton nach § 312j BGB. Die Beklagte ist die Digistore24 GmbH.
Das Gericht sprach der Klägerin die Rückzahlung von 3.330 Euro nebst Zinsen zu. Weitere geltend gemachte Ansprüche wies es zurück.
Worum ging es?
Die Klägerin war 2025 über ein Werbevideo auf Instagram auf ein Angebot aufmerksam geworden und anschließend mit einem Verkäufer in Kontakt gekommen.
Nach den Feststellungen des Gerichts wurden unter Verwendung ihrer Daten mehrere Bestellvorgänge für das Produkt „Krypto Masterclass Platin“ von Kilian Kropiunik angelegt. Zwei davon standen im Zusammenhang mit Zahlungen über PayPal in Höhe von 4.760 Euro beziehungsweise 8.330 Euro. Bei einem weiteren Vorgang ging es um 5.000 Euro über Klarna.
Die weiteren Bestellvorgänge wurden später storniert beziehungsweise vollständig zurückgezahlt. Bei einem PayPal-Vorgang verblieb nach einer Reduzierung des ursprünglichen Betrags eine Zahlung von 3.330 Euro.
Die Klägerin machte geltend, sie selbst habe keinen kostenpflichtigen Vertrag abschließen wollen. Sie sei davon ausgegangen, dass es sich um ein kostenloses Angebot beziehungsweise eine kostenlose Weiterbildung handele.
Die Anbieterin vertrat dagegen die Auffassung, die Klägerin habe die Bestellung selbst ausgelöst. Hilfsweise trug sie vor, der Verkäufer habe die Bestellung in ihrem Namen und Auftrag vorgenommen.
Entscheidung des Landgerichts Konstanz
Das Landgericht gab der Klage teilweise statt.
Die Beklagte wurde verurteilt, 3.330 Euro zuzüglich Zinsen in Höhe von fünf Prozentpunkten über dem jeweiligen Basiszinssatz seit dem 13.02.2026 zu zahlen. Die Kosten des Rechtsstreits wurden zu zwei Dritteln der Klägerin und zu einem Drittel der Beklagten auferlegt.
Kein ausreichender Nachweis für einen Vertragsschluss
Nach Auffassung des Gerichts konnte die Beklagte nicht beweisen, dass die Klägerin die Bestellung selbst ausgelöst hatte.
Die vorgelegte Bestellbestätigung belegte lediglich, dass mit den Daten der Klägerin ein Bestellvorgang auf der Internetseite ausgelöst worden war. Aufgrund der persönlichen Anhörung der Klägerin war das Gericht jedoch davon überzeugt, dass diese ihre Daten nicht selbst eingegeben und die Bestellung nicht selbst abgeschickt hatte. Vielmehr habe der Verkäufer die Daten während des Gesprächs eingegeben und den Vorgang abgesendet.
Die Beklagte hatte sich zudem auf Protokolldaten berufen, die eine eigene Bestellung der Klägerin belegen sollten. Diese Daten wurden nach den Feststellungen des Gerichts trotz Bestreitens der Klägerin nicht vorgelegt.
Auch für die Behauptung, der Verkäufer habe mit einer wirksamen Vertretungsmacht für die Klägerin gehandelt, konnte die Beklagte keinen ausreichenden Beweis erbringen.
Bestellbutton entsprach nicht den gesetzlichen Anforderungen
Das Gericht sah außerdem einen weiteren Grund gegen einen wirksamen Vertragsschluss.
Nach § 312j Abs. 3 und 4 BGB muss die Bestellsituation bei einem elektronischen Vertrag mit Verbrauchern bestimmte Anforderungen erfüllen. Bei einem kostenpflichtigen Vertrag muss die Schaltfläche eindeutig auf die Zahlungspflicht hinweisen.
Im konkreten Fall wurde der Bestellbutton mit „jetzt kaufen und weiter zur Zahlung“ beschriftet.
Diese Formulierung genügte nach Auffassung des Landgerichts nicht den gesetzlichen Anforderungen. Zwar könne die Bezeichnung „jetzt kaufen“ für sich genommen noch ausreichend sein. Durch den zusätzlichen Hinweis „und weiter zur Zahlung“ entspreche der Button jedoch nicht mehr § 312j Abs. 3 Satz 2 BGB.
Nach § 312j Abs. 4 BGB kam deshalb kein Vertrag zustande.
Digistore24: Rückzahlung von 3.330 Euro
Mangels Rechtsgrund für das Behalten der Zahlung hatte die Klägerin nach Auffassung des Gerichts einen Anspruch auf Rückzahlung der 3.330 Euro aus § 812 Abs. 1 Satz 1 Alt. 1 BGB.
Auch einen Wertersatzanspruch konnte die Beklagte Digistore24 GmbH nicht erfolgreich geltend machen. Sie konnte nach Ansicht des Gerichts nicht beweisen, dass die Klägerin durch die erbrachten Leistungen entsprechende Aufwendungen erspart hatte. Insbesondere sei nicht ersichtlich gewesen, dass die Klägerin bei Kenntnis der Unwirksamkeit einen vergleichbaren Coaching-Vertrag bei einem anderen Anbieter abgeschlossen hätte.
Keine Erstattung von Gebühren und Anwaltskosten
Nicht zugesprochen wurden dagegen die zusätzlich verlangten Zinsen und Gebühren aus der Ratenzahlungsvereinbarung mit PayPal. Diese Beträge waren der Beklagten nach den Feststellungen des Gerichts nicht zugeflossen und konnten daher nicht über den Bereicherungsanspruch zurückgefordert werden.
Auch die vorgerichtlichen Rechtsanwaltskosten musste die Beklagte nicht erstatten. Nach Auffassung des Gerichts waren die Voraussetzungen des Verzugs bei Beauftragung des Rechtsanwalts noch nicht erfüllt.
Fazit
Das Landgericht Konstanz sprach der Klägerin 3.330 Euro nebst Zinsen zu. Ausschlaggebend war insbesondere, dass die Beklagte den Vertragsschluss nicht ausreichend nachweisen konnte. Hinzu kam, dass der verwendete Bestellbutton „jetzt kaufen und weiter zur Zahlung“ nach Ansicht des Gerichts nicht den Anforderungen des § 312j Abs. 3 BGB entsprach.
Das Urteil zeigt, dass bei kostenpflichtigen Online-Angeboten sowohl der konkrete Ablauf des Vertragsschlusses als auch die Gestaltung des Bestellvorgangs rechtlich entscheidend sein können. Ob sich die Entscheidung auf andere Online-Coaching-Verträge übertragen lässt, hängt von den jeweiligen Umständen des Einzelfalls ab. Das Urteil ist noch nicht rechtskräftig.
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+51% RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DEL 2025. TRA LUCE E GAS BOLLETTA MEDIA SALE A 2.450 EURO. DOPO ISTAT ANCHE ARERA SMENTISCE ELETTRICITA’ FUTURA, LA LOBBY CHE NEGA I RINCARI
Mazzata record per i vulnerabili. Con le nuove tariffe decise oggi da Arera la bolletta media della luce per gli utenti vulnerabili salirà dal prossimo 1° ottobre a quota 868,6 euro annui (nell’ipotesi di prezzi costanti e con un consumo da 2.000 kWh), con una maggiore spesa da +236 euro su base annua rispetto ai prezzi del terzo trimestre. Considerando anche le forniture di gas (1.581 euro annui), la bolletta energetica totale per un utente vulnerabile sale a complessivi 2.449,6 euro. Lo calcola il Codacons, commentando l’aumento record senza precedenti disposto dall’Autorità per l’energia e attaccando Elettricità Futura, la lobby delle società energetiche. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno le tariffe della luce del IV trimestre risultano più care del addirittura del +51%, pari ad un aggravio di spesa da +294 euro ad utenza – calcola l’associazione. Dopo l’Istat, che ad agosto ha registrato fortissimi rincari per l’energia elettrica pari al +18,6% sul mercato libero e del +9,7% sul mercato tutelato, anche Arera smentisce categoricamente Elettricità Futura, la lobby delle società energetiche che da settimane tenta di negare i rincari a danno dei consumatori e la situazione di emergenza che si sta delineando nel nostro Paese – aggiunge il Codacons – La verità è che la guerra in Medio Oriente determinerà una nuova stangata sui consumi energetici degli italiani, che si aggiungerà a quella generata dal caro-carburanti, con un impatto enorme sulle tasche dei cittadini.
SCONTI SU BENZINA E GASOLIO FANNO SCENDERE PREZZO MEDIO E SPINGONO ALTRI MARCHI AD ABBASSARE LISTINI
Effetto Eni sui carburanti, con i prezzi medi che oggi scendono sia per la benzina che per il gasolio. Lo afferma il Codacons, commentando i dati forniti oggi dal Mimit. Sia sulla rete ordinaria che sulle autostrade i listini alla pompa segnano un ribasso, col prezzo medio del gasolio che sulle strade passa da 2,377 a 2,369 euro al litro, mentre sulle autostrade scende da 2,459 a 2,420 euro al litro – spiega il Codacons – Piccoli ribassi che tuttavia rappresentano un importante segnale dopo settimane di continui rialzi, e che sono determinati dall’effetto Eni, ossia dagli sconti introdotti a partire da oggi nelle stazioni di servizio Enilive, e che stanno spingendo anche gli altri marchi petroliferi a tagliare i listini. La concorrenza fa bene al mercato e soprattutto fa bene agli automobilisti massacrati dal caro-carburanti, e per tale motivo in questa delicata fase è importante sostenere iniziative come quella di Eni e Ip e contrastare con ogni mezzo qualsiasi ostacolo all’applicazione di tetti massimi e sconti ai listini – conclude il Codacons.
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