Ritorno a scuola, il conto è salato. Spese insostenibili, ma il governo fa come gli struzzi.

Dopo l’enorme aumento della benzina e dell’energia, ora anche il caro scuola si fa sentire e bussa alle porte delle famiglie con figli in età scolare.

L’indagine fotografa un nuovo aumento: +2,3% in un anno. Ma tra libri, dizionari e tecnologia la spesa sale una crescita che può sembrare contenuta se osservata soltanto attraverso la percentuale, ma che assume un peso diverso quando viene inserita dentro il bilancio familiare complessivo.

Quaderni, penne, zaini, astucci, diari, materiale per il disegno e tutto ciò che serve durante i mesi di lezione compongono una lista che, voce dopo voce, può trasformarsi in una spesa consistente.

Nel 2026 una famiglia spenderà mediamente 673,60 euro per il corredo scolastico e i ricambi necessari durante l’anno per ciascun alunno, acquistando prodotti nuovi. La cifra è aumentata del 2,3% rispetto al 2025.

673,60 euro rappresentano soltanto il primo capitolo della spesa. A questi bisogna infatti aggiungere libri di testo, dizionari e, quando richiesti dalla scuola o necessari per la didattica tipo computer, tablet e software. Il caro scuola, insomma, non arriva tutto insieme. Si presenta a rate, ma alla fine il conto può diventare molto salato.

Le spese dunque per l’inizio dell’anno scolastico possono raggiungere fino a 1.300 – 1.500 euro a studente, considerando l’acquisto dei libri di testo e del corredo.

Libri di testo e dizionari: La spesa media nazionale si attesta intorno ai 545 euro, con picchi superiori per chi inizia un nuovo ciclo scolastico (circa 561 euro in prima media e oltre 800 euro in prima superiore con più dizionari)

Corredo scolastico: Zaino, astuccio, quaderni, e cancelleria incidono per circa 673 euro nelle scuole superiori o cifre simili a seconda del materiale scelto.

Tecnologia (opzionale o richiesta): Dispositivi come PC, tablet, o abbonamenti a piattaforme digitali possono aggiungere oltre 421 euro.

Il problema riguarda soprattutto chi si trova all’inizio di un nuovo ciclo scolastico. Per uno studente della prima classe della scuola secondaria di primo grado, la spesa media per libri e due dizionari arriva a 561,61 euro. Ma ancora più pesante è il passaggio alle superiori. Per un ragazzo che frequenta la prima classe della scuola secondaria di secondo grado, libri e quattro dizionari arrivano mediamente a 805,15 euro. Con i 673,60 euro del corredo, la spesa complessiva raggiunge 1.478,75 euro.

È forse questo il dato più interessante che emerge dal caro scuola 2026. Bisogna guardare al costo complessivo dell’istruzione e alla capacità delle famiglie di sostenerlo. Il rientro tra i banchi dovrebbe essere soprattutto un momento di entusiasmo, di nuovi incontri e di nuove opportunità. Per molte famiglie, però, settembre è anche il mese nel quale si concentrano numerose spese.

In questo 2026 con i costi dei carburanti in salita che hanno caratterizzato l’estate e le bollette in arrivo per luce e gas con ulteriori aumenti, il caro scuola per le famiglie è l’ennesimo capitolo di un tremendo incubo e i nostri politici al governo fanno come gli struzzi, mettono la testa sotto la sabbia per non vedere.